Far recensire i propri prodotti a blogger e social influencer è una strada sempre più perseguita dalle aziende, che beneficiano così di un’audience più allargata e targettizzata di quella che potrebbero raggiungere indirettamente attraverso la pubblicità tradizionale. Se però questa operazione viene fatta in modo non trasparente, ovvero se l’azienda non comunica esplicitamente che la recensione è frutto di un accordo tra il brand e il blogger, si parla di “astroturfing” ovvero : “la creazione a tavolino del consenso proveniente dal basso, della memoria o della storia pregressa di un’idea, un prodotto o comunque qualsiasi bene oggetto di propaganda (bene di consumo, candidato alle elezioni, etc.). La tecnica di astroturfing si affida spesso a persone retribuite affinché esse producano artificialmente un’aura positiva intorno al bene da promuovere”.
Una strategia poco trasparente che può avere ripercussioni sulla brand reputation. E’ quanto è accaduto a Warner Bros, scoperta a pagare fior di quattrini famosi youtubers per postare recensioni positive sui suoi videogiochi fingendo fossero commenti spontanei.
La notizia è stata comunicata direttamente dalla Federal Trade Commission che attraverso un comunicato ufficiale ha sanzionato come scorretto il comportamento dell’azienda stabilendo che la società non prenda in futuro accordi simili con YouTuber e affini, e che ogni partnership sponsorizzata (dunque dietro lauto compenso) venga esplicitamente comunicata agli utenti.
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