Offendere secondo il vocabolario Treccani vuol dire recare un “danno morale alla dignità di una persona (o di un’istituzione) con atti o con parole”. Un gesto deprecabile, eppure via social le ingiurie sono all’ordine del giorno, un odiatore su due se la prende specificamente con le donne.
Anche per invertire il trend è nato Stop alle Offese, il primo servizio di assistenza tecnica e legale gratuita alle vittime di insulti sui social, ideato dall’ingegnere elettronico Andrea Barchiesi, ceo di Reputation Manager, istituto italiano specializzato dal 2004 in analisi e gestione della reputazione digitale.
“L’idea di Stop alle offese – commenta l’ingegnere – nasce per far pressione dal basso: se offendi le persone ne paghi lo scotto. È una sorta di multa, una contravvenzione che rende consapevole chi offende, stabilendo un costo monetario su un’azione che alla base ha un problema sociale. Ovviamente per le questioni come minacce gravi o stalking consigliamo di rivolgersi alla polizia”.
L’intervista a Il Messaggero su Stop alle Offese (qui la versione online):
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